Page 33 - La preparazione dell’anima alla Contemplazione
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mirabilmente, non re di poco valore, ma quelli che sono veramente re,
                  ai quali il Re dei re e Signore del mondo concesse il proprio corpo, e ai
                  quali  distribuì  il  Regno  del  padre;  per  tali  re  quale  dolcezza  e  quale
                  intimo sapore il vedere un uomo che non teme per amore di giustizia i
                  tormenti, e tra le stesse persecuzioni non abbandona la pace del cuore e
                  la serenità dell’animo!
                  Se  infatti  è  gioia  in  cielo  per  un  peccatore  che  si  pente  (Lc.  15,7),
                  quanto gaudio vi sarà per un tale giusto, pronto a morire per la giustizia!
                  In verità Aser è un pane saporoso, e sarà di delizia ai re. O che pane il
                  suo pane! O che delizie le sue delizie, che tanto sono gustate dai re, da
                  tali re. Certamente questi re si accostarono alle nozze dell’Agnello, già
                  si sono seduti all’eterno banchetto, e si cibano del pane degli angeli e
                  delle delizie eterne, già si inebriano al torrente della gioia ed ora hanno
                  una  fame  insaziabile  delle  delizie  di  questo  Aser,  e  fino  ad  oggi
                  affamati ed assetati di giustizia non possono in così grande abbondanza
                  di gioie celesti soddisfare questa loro fame o sete. Aser, col suo dolce
                  pane, offrirà le delizie ai re. Quanto credi possa essere magnanimo nelle
                  necessità dei poveri lui, che ha in abbondanza sì da preparare le delizie
                  dei re? Quanto lo ammirano o si rallegrano della sua costanza coloro
                  che, vivendo ancora in  una valle di  lacrime,  sono  oppressi dalle loro
                  infermità, se tanto si rallegrano nelle sue opere quelli che ormai godono
                  la felicità eterna. Aser, il suo dolce pane, offrirà le delizie ai re. E da
                  dove così grande abbondanza di ricchezze e di delizie, se non, come è
                  stato detto, dalle spoglie dei  nemici  così  di  frequente sconfitti? Si  sa
                  infatti  che quanto  più  sono atterriti  i  nemici  della giustizia, tanto più
                  cresce  la  gioia  della  coscienza.  Dice  il  Salmista:  Gloria  e  ricchezze
                  nella  sua  casa  (Sal.  111,3).  E  l’Apostolo  così  dice,  narrando,  di  tale
                  gloria e di tali ricchezze: Questa è la nostra gloria: testimonianza. della
                  nostra coscienza (2 Cor. 1,12). Questa è la casa, o la città, cioè la nostra
                  coscienza,  nella  quale  abbondano  le  ricchezze  dei  beni  spirituali,
                  quando  con  attenta  sollecitudine  i  figli  delle  predette  ancelle  la
                  custodiscono:  Dan  e  Neftali  si  danno  da  fare  per  rafforzare  la  pace
                  interna  tra  i  cittadini,  Gad  ed  Aser  virilmente  si  adoprano  per
                  sconfiggere i nemici esterni. I cittadini infatti sono rappacificati tra loro
                  per  la  saggezza  dei  primi,  i  nemici  sono  sconfitti  dalla  costanza  dei
                  secondi.


                                            Capitolo XXXVI

                            Come e in che ordine abbia origine la vera gioia
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