Page 103 - La Grazia della Contemplazione
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d’animo.  Per  questo  Nabucodonosor  ebbe  in  sogno  una  visione,  ma,
                  risvegliatosi,  non  poté  più  richiamarla  alla  memoria  (Dan.  8).  Altri  possono
                  invece facilmente ripensare quello che vedono nel trascendimento. Altri devono
                  fare per questo un faticoso lavoro. Il Faraone ebbe la visione e la ricordò (Gn.
                  43). Al contrario, Nabucodonosor recuperò con un grande sforzo il sogno che
                  aveva  dimenticato  e  Mosè  che  poté  vedere  chiaramente  sui  monte  l’arca  del
                  Signore  nella  rivelazione,  la  conobbe  e  la  vide  poi  familiarmente  dopo  esser
                  sceso nella valle.
                  Altri  poi  cominciano  a  conoscere  con  familiarità  ciò  che  hanno  di  raro  e  di
                  fortuito, ciò che raggiungono nel trascendimento di sé. Per questo Mosè entrò
                  all’interno dei veli, presso l’arca del Signore che prima aveva visto nella nube
                  solo alla chiamata rivelatrice di Dio. Molte sono le cose sacre, tra queste, che ora
                  non possono né debbono essere trattate singolarmente.


                                                       Capitolo II

                         La contemplazione può dilatare, sollevare e trasfigurare la mente


                  La contemplazione può variare in tre modi. Essa infatti ora dilata la mente, ora
                  la  solleva,  talvolta  la  trasfigura.  Si  ha  un  allargamento  della  mente  quando
                  l’acume  dell’anima  si  allarga  e  si  rafforza  ma  non  sopravanza  la  misura
                  dell’umana  possibilità.  La  mente  viene  sollevata  quando  la  vivacità
                  dell’intelligenza, colpita dal raggio divino, sopravanza la misura senza per altro
                  passare a un vero e proprio trascendimento della mente, così che vede ciò che è
                  sopra se stessa, ma non si stacca completamente dalla dimensione normale del
                  pensiero. Si ha un trascendimento della mente quando la memoria delle cose
                  presenti viene meno e, per opera della divina trasfigurazione, trapassa in uno
                  stato  nuovo  irraggiungibile  al  pensiero  umano  nella  sua  normalità.
                  Sperimentano  questi  tre  modi  di  contemplazione  coloro  che  meritano  di
                  innalzarsi  fino  al  punto  supremo  di  questa  grazia.  Il  primo  scaturisce  dalla
                  volontà umana, il terzo dalla sola grazia divina, il secondo dall’una e dall’altra,
                  cioè dalla volontà umana e dalla grazia divina. Nel primo grado fabbrichiamo
                  l’arca col nostro lavoro, quando ci procuriamo l’arte della contemplazione col
                  nostro studio e la nostra ricerca. Nel secondo grado l’arca viene sollevata sulle
                  spalle dei portatori e segue  la nube, quando, nella cooperazione della ricerca
                  umana  e  della  grazia  della  rivelazione  (che  per  altro  è  precedente),  il  raggio
                  della contemplazione si dilata. Nel terzo grado l’arca viene portata nel sancta
                  sanctorum  e  collocata  dentro  i  veli,  quando  l’acume  del  contemplante  entra
                  nell’interiorità  della  mente  e  si  dimentica  delle  cose  esteriori  con  il  velo
                  dell’oblio  del  trascendimento.  Il  primo  grado  riguarda  la  fabbricazione
                  dell’arca, il secondo riguarda il sollevamento dell’arca, il terzo riguarda la sua
                  introduzione  all’interno  dei  veli.  È  riferito  al  primo  grado  ciò  che  Abramo
                  ascolta dal Signore: Leva i tuoi occhi e guarda dal luogo in cui sei ad aquilone e a
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